Terra

La calma prima della tempesta

Gelo. Gelo piatto. Benvenuti a Leninsk.
A tre quarti della direttrice che collega Mosca a Tashkent c’è la città di Leninsk, in piena steppa kazaka. È un’alba gelida, sono i primi giorni del 1956, e Alexander Nikolayevich Volodin vorrebbe non alzarsi da quel cumulo di fagotti che usa come branda. La baracca nella quale dormono in quattro ripara poco dal vento. Ma almeno loro hanno delle pareti di lamiera a proteggerli. Al compagno Migunov è andata peggio, il suo gruppo ha ricevuto una tenda sdrucita.
I lavori vanno avanti a ritmi serrati. Da un anno non si fa altro che scavare e spianare, e da quando è attiva la linea ferrata si è aggiunto lo scarico di ogni tipo di attrezzatura.
Ma la domanda che continua a girare nella testa di Sacha Volodin è sempre quella: “Cosa stiamo mai costruendo in questo deserto?”

Baikonur

Cortine fumogene

Per gli strateghi del Comitato è imperativo occultare il più possibile la realizzazione del cosmodromo. Hanno fornito istruzioni per depistare il nugolo di spie con il quale abbiamo a che fare. Questo insediamento da oggi in avanti si chiamerà Baikonur. Come il centro minerario a trecento chilometri da qui. Con un po’ di fortuna confonderemo le idee di chi cerca di scoprire i nostri piani. Ora, passiamo ad altro.
Compagno Capitano, mi aggiorni circa l’avanzamento dei lavori, da Mosca pressano con insistenza e vogliono risultati concreti.
A che punto siamo con l’installazione della rampa?

Il Tenente Colonnello Semenov non voleva disattendere le consegne ricevute dal Partito. Le conseguenze sarebbero state disastrose per la sua carriera.

Baikonur

Un’impresa titanica

Un anno e sette mesi dopo l’inizio dei lavori nella steppa kazaka il Compagno Volodin ha capito. Comprende di aver partecipato a qualcosa che è destinato a scrivere pagine nuove della storia dell’uomo e del suo Paese. Il primo sito di lancio al mondo, costruito in tempo record in una landa desolata.
Nulla è stato lasciato al caso. Il luogo dove far sorgere il cosmodromo risponde a precisi requisiti strategici. Non poteva impegnare terreni utilizzabili per colture agricole, per questioni di sicurezza e segretezza andava situato lontano dai centri urbani e la distanza da rilievi montuosi era fondamentale per le comunicazioni radio e le traiettorie di lancio.
Baikonur è il simbolo di una nuova sfida che l’URSS desidera vincere a tutti i costi: la conquista dello spazio.

Sputnik 1, lo scacco agli USA

Il lancio dello Sputnik 1, effettuato il 4 ottobre del 1957, fu fonte di stupore e meraviglia per il mondo intero e un fulmine a ciel sereno per gli Stati Uniti.
Non era che una sfera di 58 centimetri di diametro, in lega di alluminio, magnesio e titanio, dal peso di 83,6 chili. Ma il successo dell’operazione stabiliva una primogenitura su territori inesplorati.
L’amministrazione Eisenhower fu investita da pesanti pressioni e incitata ad attivare ogni possibile iniziativa per recuperare terreno. La NASA nacque in questo contesto. Gli animi erano preoccupati per i nuovi, e imprevisti, scenari militari ed economici che l’impresa dello Sputnik 1 andava tratteggiando. La corsa spaziale era ufficialmente iniziata, purtroppo anche quella agli armamenti.

Lo Sputnik 1, lanciato da Baikonur, viaggiò a 29.000 chilometri orari e impiegò 96,2 minuti per completare ciascuna orbita. Ma dopo la meraviglia di un lancio perfetto se ne aggiunse un’altra: il suono dello spazio profondo. Il satellite trasmetteva senza soluzione di continuità a 20,005 e a 40,002 MHz lasciando una schiera di operatori di tutto il mondo letteralmente a bocca aperta. Almeno fino a quando le batterie del trasmettitore non terminarono esauste.
Tre mesi dopo, al suo rientro, il gioiello della neonata industria spaziale sovietica aveva compiuto 1.440 orbite completate della terra, per un totale di circa 70 milioni di chilometri.

Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini.
Jurij Alekseevič Gagarin

La corsa continua

Quattro mesi dopo il lancio dello Sputnik 1, da Cape Canaveral si staccò verso la volta celeste il primo satellite americano, l’Explorer.
I sovietici dal canto loro non dormirono sugli allori. Il loro lavoro proseguì senza sosta, disponevano di mezzi e tecnologie per spedire in orbita qualsiasi cosa, o quasi. E questo spaventava gli americani. Le tappe successive furono quelle di mandare in orbita un essere vivente. Nel 1957, la cagnolina Laika, prese posto sullo Sputnik 2 per un viaggio di sola andata. Le conoscenze tecniche e il poco tempo, non consentivano di assicurare l’incolumità della bestiola durante il rientro del satellite. Di fatto il cane morì per gli sbalzi termici dopo qualche ora dal decollo.

Ciononostante, di nuovo, l’Unione Sovietica arrivava prima al traguardo. L’eco dell'impresa dello Sputnik 1 non si era ancora spenta che già quella dello Sputnik 2 travolgeva il mondo intero. Agli Stati Uniti non rimaneva che inseguire.
La strada che li avrebbe portati al Programma Gemini, e all’allunaggio, era ancora lunga e dovettero subire un nuovo smacco “spaziale”. L’URSS, come una locomotiva lanciata, divorava tappe senza sosta. Il 12 aprile 1961 il ventisettenne Jurij Alekseevič Gagarin, a bordo della capsula Vostok 1, divenne il primo uomo a volare nello spazio.
Dovrà passare quasi una decade prima che l’Apollo 11 americano tocchi il suolo lunare pareggiando i conti, e forse qualcosa in più.

Luna

La fine di un’era e l’inizio di un’altra

Sasha Volodin e con lui tutto il popolo russo, aveva vinto la corsa delle corse. La costruzione di Baikonur era stato il primo gradino di una scala destinata a mandare il primo uomo nello spazio.

Ma la gara in realtà era solo ai primi giri.

I sovietici si erano accaparrati molti primati, ma nella conquista dello spazio ne rimanevano tanti altri, uno su tutti: il primo uomo sulla Luna.

In questa tensione tra superpotenze - e ideologie contrapposte - alla conquista dell’ignoto, la posta ebbe il ruolo e compito di costituirsi testimonianza del momento, allora, e nel futuro che venne, fino ai giorni nostri. Buste, lettere, cosmogrammi e francobolli che raccontano di voli spaziali e traguardi scientifici entrati nel gotha dell’umanità.

Descrizioni minuziose,
le migliori del settore

Spedizioni veloci e
assicurazione inclusa

Certificati in chiaro
senza doverli richiedere

Una moltitudine di
immagini descrittive

Prodotto aggiunto alla lista dei desideri

Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza. Cliccando su "Accetto" o continuando la navigazione, dichiari di avere compreso le modalità nell'Informativa Estesa ai sensi dell'Art 13 del Reg. (UE) 2016/679. Per maggiori informazioni visita la pagina Privacy e Cookie.