Gli zeppelin prima dell’Hindenburg

Non mi capacito di cosa sia accaduto. La mia squadra ha passato in rassegna ogni singolo ingranaggio, ogni pignone e corona. Eppure è successo. Il meccanismo di bilanciamento si è rotto. E ora, cosa accadrà? Il padrone ha investito fino all'ultimo Pfennig in questa avventura.

Queste sono le parole che ronzano come vespe impazzite nella testa di Helmuth, giovane ingegnere e tecnico della Gesellschaft zur Förderung der Luftschiffahrt (Compagnia per la promozione del volo con aeronavi) al termine del primo volo del LZ1. È il 2 luglio del 1900.

LZ1

LZ 1 Luftschiff Zeppelin, un prototipo sfortunato

Il piano di investimenti per la realizzazione del primo zeppelin era stato accolto con così poco interesse che il Conte Ferdinand von Zeppelin per realizzare la sua idea dovette ricorrere al quasi totale autofinanziamento.
I lavori di costruzione del prototipo iniziarono nel 1899, su una piattaforma galleggiante nella baia di Manzell, a Friedrichshafen, sulle rive del lago di Costanza. Motorizzato con due Daimler a scoppio e bilanciato per mezzo di un peso spostabile tra le due navette, LZ1 era lungo 128 metri. Il suo volo durò 18 minuti. Un guasto al sistema di bilanciamento obbligò il dirigibile a un atterraggio di fortuna causando il salvataggio dei cinque membri dell’equipaggio e la fuga di ogni possibile investitore.
Nemmeno i due voli successivi, perfettamente riusciti, rovesciarono le convinzioni dei possibili finanziatori.

Con l’aria stanca e l’espressione avvilita Herr Zeppelin radunò i suoi collaboratori e comunicò con voce atona:

“Procedete a smontare l’LZ1. La compagnia ha esaurito le risorse per proseguire la sua attività. Vi ringrazio tutti per gli sforzi profusi, avrebbero meritato un migliore epilogo.”

LZ3

Nuove possibilità per un sogno inossidabile

L’ambizione di Von Zeppelin non era però destinata a rimanere frustrata. Grazie agli interventi di alcuni sostenitori e a un suo ulteriore sforzo finanziario, poté riprendere le attività di costruzione di nuovi prototipi.
Il successo giunse con il modello LZ 3 nel 1906, costruito con molte parti recuperate dal modello precedente - LZ 2 - danneggiato da una tempesta sulle Alpi dell’Algovia, sulle quali aveva riparato per un guasto ai motori.
Lo zeppelin LZ 3 percorse 4.398 chilometri in 45 voli e rimase in servizio fino al 1908. Abbastanza da suscitare le attenzioni dell’esercito tedesco che lo acquistò. Questo zeppelin rimase in linea, con la funzione di nave scuola, fino al 1913.

"Herr Zeppelin, lo Stato Maggiore è più che interessato a comprare anche il nostro LZ 4. È chiaro che questo cambia la prospettiva degli sviluppi futuri. Con l’esercito tedesco come nostro cliente, investire in ricerca e nuovi modelli non costituirà più un problema. L’unica cosa che chiedono è un volo dimostrativo dello zeppelin LZ 4 prima di procedere con l’acquisto."

L’entusiasmo di Helmuth quel giorno era incontenibile.
Dopo la disavventura accaduta allo zeppelin LZ 1 il Conte von Zeppelin lo aveva voluto di nuovo nello staff tecnico.

Il cranio di Ferdinand von Zeppelin era bombato, con calvizie bionda e triangolare mascella, gli occhi gioviali ma temerari, fissi sulle nuvole, che rimirava dal prato attorno al suo castello.
Geminello Alvi

Dal LZ 4 alla Luftschiffbau Zeppelin GBMH

Purtroppo il volo dimostrativo dello LZ 4 non ebbe luogo. Una tempesta d’agosto lo strappò dall’ancoraggio mandandolo contro un albero a incendiarsi. Si apriva dunque una nuova fase di stallo per gli zeppelin.
Ma ancora una volta la buona stella del Conte assicurò il futuro del suo sogno. La raccolta spontanea di donazioni che seguì, organizzata da uno degli spettatori del disastro accaduto allo LZ 4, fu un vero giro di boa. Oltre sei milioni di marchi, l’entità dei fondi ricevuti, permisero il varo di nuove iniziative quali la Luftschiffbau Zeppelin GBMH e la Fondazione Zeppelin.

"Cosa accadde dopo? La Luftschiffbau Zeppelin GBMH non si fermò più e costruì molti zeppelin, oltre cento. Soprattutto da guerra, durante il primo conflitto mondiale.
Poi la Germania uscì sconfitta dalla prima grande guerra. Con il Trattato di Versailles del 1919 le fu imposta la proibizione di costruire dirigibili. Ma Herr Zeppelin non fece in tempo a subire l’onta del divieto, venne a mancare nel marzo 1917."

Helmuth racconta sempre le imprese del suo datore di lavoro con emozione. Ogni volta aggiunge un particolare, un aneddoto o una frase a testimonianza del sogno di von Zeppelin. Sogno al quale, lui, Helmuth, aveva tanto contribuito e che era destinato a diventare storia da studiare sui libri. Sicuramente una storia per il suo nipotino, tanto appassionato di volo da non perdere una battuta dei suoi incredibili racconti di dirigibili e uomini.

Dirigibile

Graf Zeppelin LZ 127, un successo

Undici anni dopo la morte del Conte le officine Zeppelin costruirono l’LZ 127. Varato in occasione dell’anniversario della nascita del fondatore, non era il primo degli zeppelin post bellici ma sicuramente fu quello che ebbe maggior successo. Per produrlo servirono più di otto milioni di marchi del tempo, somma raccolta anche grazie a un roadshow volante di Hugo Eckener - successore di von Zeppelin - e al Governo Tedesco.
Nell’ottobre del 1928 il Graf Zeppelin attraversò l’Atlantico per la prima volta. Partito da Friedrichshafen l’11 ottobre, arrivò alla base di Lakehurst, nel New Jersey, il 15 mattina dopo una trasvolata di 9.926 chilometri in 111 ore. Fu un successo completo per Eckener che ebbe l’onore dei festeggiamenti, insieme al suo equipaggio, con una parata per le strade di New York.

Gloria ed epilogo

L’anno dopo, 1929, LZ 127 effettuò il giro del mondo organizzato in due tappe. La prima americana e la seconda tedesca. In entrambe furono tributati onori all'equipaggio che ricevette un’accoglienza calorosissima, e ai massimi livelli istituzionali, sia negli Stati Uniti che in Giappone.
Il 1931 fu l’anno del viaggio al Polo Nord. L’impresa venne finanziata da un importante scambio di posta da effettuarsi con una nave di superficie - la rompighiaccio sovietica Malygin - che lo zeppelin avrebbe incontrato durante la sua rotta polare. La creazione di un timbro postale speciale Polo Nord, unita a una grande campagna pubblicitaria, permise una vendita di francobolli significativa, e la raccolta di 75.000 lettere da tutto il mondo per circa 300 chilogrammi di peso. Il viaggio polare fu anche il banco di prova per testare il volo degli zeppelin in condizioni estreme ed effettuare una serie di ricerche scientifiche in campo meteorologico, geografico e di misurazione dei campi magnetici alle alte altitudini.

Il viaggio si concluse il 31 luglio del 1931 dopo 10.660 chilometri con un successo completo, e la totale soddisfazione dei partecipanti. Era stato dimostrato che gli zeppelin non avevano nulla da temere anche alle temperature polari.
L’LZ 127 volò ancora tanto. Probabilmente se non fosse intervenuto l’incidente dell’Hindenburg avrebbe volato ancora di più. In seguito al disastro del LZ 129 i voli furono sospesi e l’aeronave LZ 127 trovò fissa dimora in un hangar a Francoforte come attrazione turistica.
Allo scoppio del secondo conflitto mondiale il Reichsmarschall Göring, con la scusa di recuperare alluminio, fece smantellare lo zeppelin.
In realtà tutti sapevano che, a Hermann Göring, gli zeppelin non erano mai piaciuti.

Gli zeppelin successivi sono anche quelli che ricordiamo meglio e che hanno contribuito a trasportare buste e francobolli diventati estremamente rari. I carichi postali di queste aeronavi sono un’occasione eccezionale per gli appassionati di posta aerea. Ma il velo che volevamo sollevare era tutto per il principio. La mirabolante avventura di Ferdinand Adolf Heinrich August Graf von Zeppelin.

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