Crociera

Tobruk

Cielo terso, mare limpido. Un pomeriggio di un giorno come un altro a Tobruk, se non fosse che è il 1940 e l’Italia è in guerra. Un trimotore della Savoia-Marchetti appare in lontananza, si sente il rumore, al comando c’è una personalità. È Italo Balbo, aviatore di fama indiscussa per via delle sue trasvolate. Ma anche personaggio politico del Partito Fascista, mandato da Mussolini in persona a fare il Governatore della Libia.
La pista di atterraggio si avvicina, Balbo perde quota e inizia le manovre di avvicinamento. Improvvisamente il cielo rimbomba, ci vuole poco a capire che dal porto gli stanno sparando.
L'incrociatore San Giorgio quel giorno si è difeso da un’incursione degli inglesi, alcuni Bristol Blenhien. Quando appare la sagoma del Savoia-Marchetti - simile agli aeroplani inglesi - basta poco ai marinai per correre ai pezzi e prenderlo di mira.
Così muore Italo Balbo, e con lui l’equipaggio, schiantandosi a terra avvolto dalle le fiamme, vittima del fuoco amico.

Fascismo

L’Aviatore e il fascismo

Qualcuno, in seguito, ha insinuato che non si è trattato di un incidente. Italo Balbo, riceve la nomina a Governatore della Cirenaica dal Duce, probabilmente perché ritenuto ingombrante sulla scena.
Alcune sue prese di posizione contestano quelle di Mussolini agli occhi di molti. L’inizio della guerra, il Patto d'Acciaio con la Germania nazista e le leggi razziali, a Balbo non vanno giù. Continua infatti a frequentare le sue amicizie “ebraiche” come ha sempre fatto. Balbo è un fascista della prima ora, attivissimo, e con una buona dose di cervello unita a capacità organizzative fuori dal comune. La sua è una carriera a dir poco sfavillante. Dall'iscrizione al partito fascista, alla nomina come quadrumviro all'epoca della marcia su Roma, per passare al comando generale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale e poi, ancora, sottosegretario all'Economia Nazionale. Nel 1929 diventa ministro della Regia Aeronautica con l’incarico di rilanciare l’aviazione italiana e farne un fiore all'occhiello che il regime vuole sfoggiare. Le crociere aeronautiche possono essere considerate parte della strategia di Balbo per raggiungere quell'obiettivo. Una lettura storica smaliziata fa supporre che le abbia organizzate più per passione personale che per altri scopi. Ma non lo sapremo mai.

Fiat

La crociera del Mediterraneo Occidentale

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Balbo già ragionava su questa impresa durante il 1927. Lo provano le esercitazioni effettuate su sua istruzione dai reparti da bombardamento marittimo. Si tratta di voli in formazione su lunghi percorsi. Il Generale De Pinedo, già famoso per i suoi voli solitari, è investito del titolo di comandante della crociera, essendo lui il massimo esperto italiano in navigazione aerea a lunga distanza. L’itinerario scelto è: Orbetello, Elmas, Pollenza, Los Alcazares, Puerto de los Alfaques, Berre, Orbetello, 2.800 chilometri di trasvolata.
Durante il percorso i velivoli sono scortati da due cacciatorpediniere della Regia Marina, il Sauro e il Nullo. All’impresa prendono parte 61 velivoli che decollano il 26 maggio 1928 e rientrano il 2 giugno successivo, senza riportare avarie o incidenti. Il successo della crociera vale a Balbo il grado di generale di S.A. di complemento.
In Spagna e Francia l’entusiasmo tocca picchi di particolare intensità, l'ammiraglio Vindry, comandante della piazza marittima di Tolone, non ha problemi a dichiarare la crociera come "la più grande manovra di masse aeree effettuata nel mondo".

Io penso che oggi si debbano cercare obiettivi nuovi per la gara … dei nostri volatori, non tanto in raids individuali, ma in crociere collettive di più squadriglie...
Italo Balbo, Camera dei Deputati, 23 marzo 1928

La crociera del Mediterraneo Orientale

Il 1928 volge al termine e Italo Balbo getta le fondamenta per una nuova iniziativa. Nel foglio d’ordine esecutivo presenta l’impresa con il nome di “Crociera d’istruzione di un reparto da bombardamento marittimo”.
L’itinerario questa volta è: Taranto, Atene, Istanbul, Varna, Odessa, Costanza, Istanbul, Atene, Taranto, Orbetello. 4.667 chilometri teorici, 5.300 chilometri effettivi.
Lo stormo in formazione conta 35 velivoli, i reparti che titolati a partecipare sono l'86° gruppo (Brindisi), il 91° gruppo (La Spezia), la 192^ squadriglia (Pola) e il reparto Volo 3^ Z.A.T. (Vigna di Valle).
Stazioni trasmittenti della Marina sono installate sui velivoli dei capi formazione e su quello di Balbo. Inoltre, particolari attenzioni scongiurano che eventuali avarie comuni compromettano la crociera: ogni aereo è dotato di parti di ricambio e armamenti per la difesa, quattro mitragliatrici e pallottole.
L’idroscalo di Taranto assiste al decollo dello stormo all’alba del 5 giugno 1929, si dirigono verso la seconda tappa, Atene.

In appoggio, come nella precedente crociera, la Regia Marina schiera tra le onde l’esploratore Riboty e i cacciatorpediniere Calatafimi, Curtatone, Monzambano e Palestro.
L’arrivo ad Orbetello, che segna la fine della crociera, pone termine anche all’amicizia tra Balbo e De Pinedo. Quest’ultimo si è occupato dell’organizzazione, perfetta, anche di questa impresa. Ma screzi precedenti, e manovre di partito, fanno in modo che la stampa non tributi alcun onore al generale aviatore. Le ragioni di questo trattamento emergono in seguito, per bocca dello stesso Balbo: De Pinedo era uno dei protagonisti del volo solitario insieme a Nobile, Mecozzi e Guidoni. Fin da subito aveva percepito queste figure, idoli delle folle, individualisti alla ricerca di gloria e autonomia di pensiero personale, come incompatibili con le linee guida del regime. E quindi, anche con le sue.

Crociera

La crociera aerea transatlantica Italia - Brasile

È arrivato il momento di compiere un’impresa ancora più ardita. Una trasvolata atlantica in formazione non ha precedenti. La meta designata? Rio de Janeiro.
A Orbetello si apre la NADAM, Scuola di navigazione d’alto mare, con lo scopo di istruire equipaggi in grado di affrontare una trasvolata oltreoceano. Gli aeromobili impegnati nella missione sono 12 idrovolanti Savoia-Marchetti S.55A.
L’itinerario previsto: Orbetello, Los Alcazares (Spagna), Port-Lyautey (Marocco), Villa Cisneros (Sahara Occidentale), Bolama (Guinea Portoghese), Natal (Brasile).

Per questa impresa le poste italiane preparano un francobollo speciale del valore di L.7,70 con 6 stelle (ne esiste anche la rara varietà con 7 stelle) che serve ad affrancare le buste trasportate dai vari velivoli.

Il 17 dicembre del 1930 gli idrovolanti decollano alla guida di Balbo e del suo secondo pilota, Stefano Cagna. La trasvolata atlantica rappresenta la tappa più impegnativa e pericolosa della crociera. I velivoli, riempiti al massimo di carburante hanno difficoltà a decollare, il surriscaldamento dei motori causa l’interruzione delle operazioni. Sempre nelle fasi di decollo, un incidente coinvolge due mezzi causando la morte del pilota di uno, e dell’intero equipaggio dell’altro. Riusciti a mettersi in volo le disavventure non terminano. Durante la trasvolata altri due velivoli sono costretti ad un ammaraggio di fortuna, uno riesce a riprendere il volo mentre l’altro risulta poi disperso.
Il 15 gennaio del 1931 i restanti velivoli, con gli equipaggi malconci, raggiungono Rio de Janeiro.

La crociera aerea del Decennale

Non passa molto, solo qualche mese, dal termine della prima impresa aviatoria transatlantica, perché Balbo presenti una nuova proposta di crociera di gruppo. L’idea iniziale, bocciata per costi e difficoltà, prevede di circumnavigare il globo. La seconda scelta cade sull’esposizione universale di Chicago, che si tiene nel 1933 per il centenario della fondazione della città. Un’occasione unica per festeggiare il primo decennale della Regia Aeronautica. Balbo nei suoi discorsi lo definisce come “il balzo atlantico in massa”. Partecipano 25 idrovolanti SIAI-Marchetti S.55X, organizzati in otto squadriglie. Ancora una volta la Regia Marina è presente con il suo supporto logistico. Nella baia di Cartwright c’è schierata la nave Alice, i sommergibili Balilla e Millelire e le due dragamine Matteucci e Biglieri, assolvono alla funzione di radiofari.
Il 15 luglio la popolazione americana in festa riceve gli aviatori italiani che ammarano sul lago Michigan, tre giorni dopo le luci di New York sono raggiunte.

Il 25 luglio gli idrovolanti decollano per il volo di ritorno, arrivando in Italia il 12 agosto e concludendo l’ultima crociera di massa. Purtroppo non senza incidenti. Nel viaggio di andata dopo una tratta di 1.000 chilometri, ad Amsterdam, uno degli idrovolanti si cappotta e un sergente motorista perde la vita. Un altro idrovolante si cappotta nel viaggio di ritorno, perde la vita un ufficiale e va distrutto il velivolo.

In commemorazione di questa impresa vengono emessi per l’Italia due francobolli di posta aerea del 1933, composti da tre parti separabili per mezzo delle perforazioni laterali. 

Crociera del decennale

Prendono il nome di “trittici”, l’uno del valore di L. 5,25+19,75, l’altro di L.5,25+44,75. La sezione sinistra, di ogni trittico, è sovrastampata in nero con la matricola di ciascun idrovolante che ha partecipato alla crociera. La trasvolata atlantica con i SIAI-Marchetti S.55X ottiene dei risvolti economici, oltreché propagandistici. La prestazione dei velivoli italiani fa colpo sul Governo del Brasile che li acquista in blocco per il controvalore di 50.000 sacchi di caffè.

Va detto che Italo Balbo e i suoi idrovolanti, non furono la sola presenza aeronautica di spicco all’esposizione universale di Chicago. Due mesi dopo l’arrivo dei piloti italiani, anche Hugo Heckener al comando del Graf Zeppelin, si presentò in visita al Century of Progress. Per l’occasione le poste degli Stati Uniti emisero un francobollo. L’impresa delle squadriglie di Balbo però aveva impressionato le folle ben di più, tanto da aggiudicarsi dal Times la definizione di "più gigantesca impresa della Storia dell'Aeronautica".

La posta aerea che ha viaggiato durante tutte le tappe della crociera, frammenti di carta che ancora una volta raccontano una delle più incredibili imprese aviatorie dell'uomo.

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