Vienna

Posta e volo

La storia della posta aerea è la storia dell’uomo. Perché l’uomo non può fare a meno di comunicare. E tanto più lontano comunica, tanto più si sente realizzato per aver abbattuto un altro confine, un’altra barriera.
La posta aerea è anche il mezzo per conoscere meglio noi stessi raccontandoci agli altri. Trasmettere informazioni, ricordare persone e commemorare eventi che ci hanno entusiasmato e stupito.
La posta aerea narra la storia delle storie. Non un semplice insieme di date ma un vero album sul quale sono dipinte la creatività e l’ingegno di noi esseri umani.
Racconta della solitudine sull'oceano dei grandi trasvolatori solitari. Racconta di palloni aerostatici che hanno solcato distese ghiacciate.
Racconta di uomini piccoli piccoli, nel cuore della tempesta, farsi grandi affidandosi solo alle loro capacità e a due ali con un’elica.

Fratelli Wright

Dopo i ballon montés

L’album della posta e del volo si presenta affascinante già dalle prime pagine. Quelle nelle quali troviamo i fratelli Wright, Alberto Santos-Dumont e i fratelli Blériot. Tutti pionieri dell’aviazione nei loro paesi di origine. Il primo francobollo internazionale, semi-ufficiale, che raffigura un aereo, invece lo incontriamo nel 1911: il Vin Fiz Flyer. Nello stesso anno, in India, decolla il primo volo ufficiale di posta aerea con destinazione Allahabad (oggi Prayagraj). Durante le prime decadi del nuovo secolo si assiste a primi voli postali di altri Paesi, ai quali seguono record importanti e traversate lunghe. Nel 1931 Charles Lindbergh trasvola in solitario l’Atlantico a bordo dello Spirit of St. Louis, un monomotore ad ala alta. Ma prima di quell'anno, nel 1926 e 1927, ci sono già stati voli sul Polo Nord, e anche il Comandante Richard E. Byrne con il suo copilota Floyd Bennet si è spinto fino a 243 chilometri dalla verticale del Polo. Nel 1932 il fisico Auguste Piccard - svizzero - sale con un pallone aerostatico oltre i 16.000 metri, stabilendo il risultato di primo trasporto postale nella stratosfera. Successivamente perde interesse per le “altezze” e si dedica alle profondità marine.
Nel 1937 Amelia Earhart tenta per due volte il giro del mondo.

Delagrange

E in Italia?

Nel Belpaese se il termine “Volando”, quale simbolo precursore del volo, si presenta già nel ‘500 su missive particolarmente urgenti, la diffusione postale di notizie ”via aerea” diventa realtà nel periodo del Risorgimento Italiano quando, durante le Cinque giornate di Milano, gli insorti lanciano piccoli palloni per scambiare messaggi in barba agli austriaci. E mentre, anche in campo militare, dalle colombaie con i piccioni viaggiatori e nella guerra italo-turca del 1911-1913 con i dirigibili, si inviano i primi messaggi “via aerea”, anche l’Italia vive la fase pioneristica del volo postale aereo. Dal 1909 al 1912 con i primi esperimenti di volo col “più pesante dell’aria”, il primo nel 1908 con il francese Léon Delagrange che effettua voli dimostrativi in varie città italiane. Segue la prima traversata delle Alpi in aeroplano nel 1910, da Briga a Domodossola, con il peruviano Jorge Chàvez (perito durante la fase di atterraggio) e i primi circuiti o concorsi aerei internazionali e spettacoli di aviazione (Brescia, Milano, Bologna, Firenze, Verona), accompagnati in ambito postale da cartoline, annulli e timbri speciali.
Quando arriva la prima guerra mondiale gli alti comandi scoprono l’aviazione. E la impiegano nei modi più svariati. Osservazione e ricognizione, bombardamento e trasporto sia di materiali che di corrispondenza. Ma anche propaganda, come i voli effettuati da Gabriele D’Annunzio su Trieste, Trento e soprattutto Vienna nel 1918, che il Vate “bombarda” con volantini.

Il cielo di Vienna

In questo mattino d'agosto, mentre si compie il quarto anno della vostra convulsione disperata e luminosamente incomincia l'anno della nostra piena potenza, l'ala tricolore vi apparisce all'improvviso come indizio del destino che si volge...

Quel 9 agosto del 1928 i viennesi se lo portano dietro per molto tempo, ben impresso nella mente. La prima sensazione è stata la paura. Il rombo di motori nel cielo, dover alzare lo sguardo per trovare un riferimento, mettere a fuoco le figure nere della squadriglia di Ansaldo S.V.A, comparse quasi per magia. Ma D’annunzio è stato categorico.

Il volo avrà carattere strettamente politico e dimostrativo; è quindi vietato di recare qualsiasi offesa alla città [...] Con questo raid l'ala d'Italia affermerà la sua potenza incontrastata sul cielo della capitale nemica.
Sarà vostro Duce il Poeta, animatore di tutte le fortune della Patria, simbolo della potenza eternamente rinnovatrice della nostra razza.
Questo annunzio sarà il fausto presagio della Vittoria.

Così, sulle teste degli increduli cittadini di Vienna piove una cascata di volantini bianchi e tricolori, provocatori. Dicono: arrendetevi! Ponete fine a questa guerra! Un’impresa mai compiuta prima. Realizzata da Gabriele D’Annunzio con l’aiuto di aviatori audaci come Natale Palli, Antonio Locatelli. Gino Allegri, Aldo Finzi, Piero Massoni, Giuseppe Sarti, Ludovico Censi e Giordano Granzarolo.

Se non arriverò su Vienna, io non tornerò indietro. Se non arriverete su Vienna, voi non tornerete indietro. Questo è il mio comando. Questo è il vostro giuramento. I motori sono in moto. Bisogna andare. Ma io vi assicuro che arriveremo. Anche attraverso l’inferno. Alalà!

Ma a Vienna ci arrivano quasi tutti. In formazione a cuneo, dopo 800 chilometri di trasvolata in territorio nemico, facendo la storia che ancora oggi si stampa sui libri.

De Pinedo

De Pinedo, Nobile e gli altri

Dopo il periodo pioneristico, il volo è protagonista anche con il servizio trasporto passeggeri sui dirigibili. Le gesta aviatorie compiute con aeroplani, idrovolanti e dirigibili, grazie alla testimonianza dei documenti postali trasportati a bordo si conservano ancora attuali. Le “Ali Italiane” sono famose nel mondo: Mario de Bernardi, Arturo Ferrarin, Francesco de Pinedo, Umberto Nobile, Italo Balbo, Francis Lombardi. Nel maggio 1927, in occasione dell’esperimento aereo postale Torino-Roma e ritorno, del pilota Mario de Bernardi, è emesso il primo francobollo del mondo per la posta aerea: un ordinario per l'espresso da 25 centesimi, sovrastampato in nero su tre righe “Esperimento posta aerea maggio 1917 Torino = Roma + Roma = Torino, valido esclusivamente per il volo.
Con gli echi della prima guerra mondiale che si spengono definitivamente, lo sviluppo civile del servizio aereo nazionale - ed internazionale - con il conseguente trasporto postale, acquista respiro. Gabriele D’Annunzio promuove il primo collegamento di massa tra l’Italia e il Giappone, ma poi la sua attenzione è catturata dall'avventura fiumana. L’idea, però, ormai è lanciata e chi la raccoglie sono i piloti Arturo Ferrarin e Guido Masiero. Undici velivoli decollano dall’Urbe, ne arriva però uno solo - volando - a Tokyo, quello di Ferrarin. Entrambi i velivoli, quello di Masiero e di Ferrarin, trasportano sacchi di corrispondenza privata.
Il Comandante Francesco De Pinedo, nel 1925, parte dall’Italia in crociera aerea alla volta di Australia e Giappone. Rientra a Roma dopo aver consumato “in aria” 55.000 chilometri in 370 ore e toccato 80 diverse località. In questa occasione non c’è trasporto di posta ufficiale dall'Italia ma solo aerogrammi tra tappa e tappa, organizzati sul posto e al momento. Nel 1927 è la Crociera aerea dell’Atlantico del “Santa Maria” a tenere banco. Sono previste tappe nelle due Americhe: Rio de Janeiro, Buenos Aires, New York, Chicago e Trepassey con il ritorno a Sesto Calende. I dispacci postali imbarcati sono trasportati privatamente dall'equipaggio, a causa di una mancata autorizzazione da parte delle Autorità Italiane.

Se dovessi compiere un'altra impresa mi piacerebbe andare fuori dall'atmosfera terrestre.
Negli spazi verso la Luna, verso Venere, verso, diciamo, i pianeti esterni; ma questo, naturalmente, è utopistico oggi per un solo uomo.
Umberto Nobile

Norge

Gli anni del Polo nord

Il 1926 e il 1928 furono gli anni del sorvolo del Polo Nord da parte di Umberto Nobile, i vari aerogrammi trasportati si possono considerare la prima posta aerea polare. Prima con il dirigibile “Norge” e poi con il dirigibile “Italia”, uno dei più grandi disastri dell’aeronautica italiana e tomba della carriera di Nobile. Umberto Nobile è un fan dei dirigibili, immagina un futuro radioso per questi mastodonti del volo. È per questa ragione che Roald Amundsen prende contatto con lui quando scopre che il miliardario americano Lincoln Ellsworth è disponibile a sovvenzionare la conquista del Polo Nord. In realtà, quando Amundsen si rivolge a Nobile, ha già tentato l’impresa con un idroplano finito rovinosamente nel ghiaccio.
Ellsworth e Amundsen acquistano il dirigibile N1 di Nobile, il migliore di quelli costruiti dall'italiano, che viene anche assunto come pilota. L’N1 è ribattezzato NORGE in onore della Patria di Amundsen e consegnato a Ciampino con Mussolini presente. Il 12 maggio del 1926 il NORGE, con a bordo Amundsen, Ellsworth e Nobile, sorvola il Polo nord. Con il lancio degli stendardi norvegesi e l’enorme Tricolore italiano i rapporti tra Umberto Nobile e Amundsen, che già nei primi giorni di volo si erano incrinati, si deteriorano del tutto. Il NORGE arriva in Alaska all’alba del 14 maggio dopo settanta ore di viaggio e 3.180 miglia percorse. I due, Amundsen e Nobile, non sanno - e non si saprà per molti anni - che in realtà sono veramente loro i primi ad arrivare al Polo. Il primato vantato da Peary, che sostiene di averlo raggiunto nel 1908, verrà disconosciuto in seguito.

La tragedia della tenda rossa

Al rientro dalla missione con Amundsen, Mussolini promuove Nobile a generale del Genio Aeronautico. Sull'onda di questa carica il pilota organizza una nuova spedizione per il Polo nord, tutta italiana. Non a caso il dirigibile utilizzato riceve il nome Italia. Il 24 maggio del 1928 Italia porta ancora una volta Nobile al Polo nord dove è lanciato di nuovo il tricolore assieme a una croce benedetta da papa Pio XI. E qui iniziano i problemi. È previsto un atterraggio ma le condizioni non lo permettono, sostano quindi un paio di ore sulla verticale della massima latitudine nord e riprendono poi il viaggio. La tempesta li coglie in vista delle montagne delle Svalbard. Il dirigibile si schianta sul ghiaccio, la cabina con dieci uomini è persa, Umberto Nobile con loro. Il resto dell’equipaggio è trascinato via con l’aerostato sferzato dal vento, uno di loro fa in tempo a lanciare viveri, radio e una tenda rossa - colorata con l’anilina - che diventa tragicamente leggendaria.
Per sette settimane i superstiti attendono i soccorsi, tutto il mondo si prodiga e si attiva per il recupero. Tranne l’Italia. Mussolini, probabilmente istigato da Balbo, non muove un dito. Quest’ultimo, geloso per le imprese di Nobile e contrario a una visione dell’aeronautica che scommette sugli aerostati, non è poi così contrario a un mancato rientro di Nobile.

Ciononostante, Nobile è tratto in salvo da una spedizione internazionale, non senza polemiche dovute alla “precedenza” con la quale il salvataggio è attuato. Al suo rientro in Italia è costretto alle dimissioni da ogni carica e tacciato di vigliaccheria. Solo al termine della seconda guerra mondiale è riabilitato come merita.
I superstiti restanti sono prelevati dalla rompighiaccio sovietica Krassin il 12 luglio del 1928, incluso il pilota - che ha salvato Nobile - che nel frattempo è precipitato durante il secondo volo di salvataggio. E Amundsen? Malgrado le divergenze tra i due, il norvegese tenta generosamente di raggiungere i sopravvissuti a bordo di un idrovolante francese. Purtroppo va disperso nelle acque del mare di Barents e non verrà mai più ritrovato.

Italo Balbo

Gli anni '30

Dal 1930 al 1934 le emissioni postali di francobolli di posta aerea accompagnano le grandi imprese di Francis Lombardi e Italo Balbo, grande protagonista dell’aviazione italiana.
Il 12 febbraio 1930 finalmente le Colonie italiane dell’Africa Orientale sono collegate via aerea - non più solo via mare - con il Raid Roma -Mogadiscio di Francis Lombardi. Il trasporto di un limitato corriere postale è autorizzato in partenza da Roma. Segue, nel 1934, il primo volo diretto Roma-Buenos Aires, con tappa anche in Cirenaica e Tripolitania interrotto vicino a Fortaleza (Brasile) per colpa di un urto contro le rocce della spiaggia che danneggia l’aereo. Per questo volo le poste italiane emettono tre serie di francobolli speciali, per l’Italia e le Colonie Italiane, serie composte da 4 francobolli da L. 2, 3, 5 e 10 ottenuti sovrastampando i francobolli di posta aerea in corso con dicitura commemorativa del volo su 3 righe. Sempre Francis Lombardi è il protagonista, a novembre del 1934, del volo speciale Roma-Mogadiscio, con scali a Tobruk e Massaua, accompagnato dall’emissione di una serie di francobolli speciali composta da 6 valori da L. 1, 2, 4, 5, 8 e 10 ed un francobollo con coroncina e soprastampa “Servizio di Stato”.
Mario de Bernardi nel 1941 rende ancora l’Italia protagonista del trasporto postale aereo con il volo Milano Linate-Guidonia (Roma), primo volo postale al mondo effettuato con aereo a reazione, il monoreattore Campini-Caproni.

Gronchi Rosa

Il Gronchi rosa

La storia della posta aerea non può dirsi completa se non è nominato il Gronchi rosa. Il francobollo italiano, più popolare al mondo, è emesso dall'Italia il 3 aprile 1961 per commemorare il viaggio del presidente della Repubblica Giovanni Gronchi in Sudamerica.
Il “Gronchi rosa” da L.205 - insieme c’è anche il 170 per la visita in Argentina e il 185 per l’Uruguay, riporta il disegno dei confini del Perù sbagliati. Per scongiurare lo scandalo diplomatico, e su richiesta diretta dell’ambasciata del Perù, è data immediata istruzione di ritirare e distruggere ogni esemplare del francobollo. Inoltre, è stampato un nuovo francobollo, grigio, per coprire quelli già venduti e non recuperati (circa 80.000 esemplari) usati per affrancare gli aerogrammi. Di fatto, nonostante la solerzia degli addetti postali incaricati di nascondere il “rosa” con il “grigio”, non è possibile evitare che alcuni Gronchi rosa trasvolino come affrancatura della posta aerea caricata sul volo presidenziale.
La circostanza provoca una “escalation” di popolarità per il mondo filatelico e si assiste a scenari speculativi destinati a spegnersi qualche anno dopo.

Ma non è solo dei grandi nomi che vogliamo raccontare le gesta. Ecco perché su Silvia Vaccari Posta aerea e Spazio sono disponibili le testimonianze anche di tanti piccoli voli, primi voli, voli speciali e corrispondenza varia per via aerea in prevalenza dall'Italia.

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